Protec Faces - intervista a Michelangelo Vailardi

Protec Faces – intervista a Michelangelo Vailardi

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In un contesto tecnologico come il nostro, è importante ricordare che sono le persone, con la loro dedizione e passione, a guidare ogni progresso e innovazione aziendale.

Protec Surface Technologies non si accontenta di eccellere nella produzione, ma ambisce a creare un ambiente di lavoro unico, dove ogni individuo si senta parte di un gruppo vincente e sia valorizzato per il proprio contributo.

Con questo obiettivo nasce Protec Faces, una rubrica dedicata alle storie dei nostri collaboratori. Attraverso le loro esperienze e il loro entusiasmo, vogliamo dare voce all’anima pulsante della nostra azienda e sottolineare il ruolo fondamentale che ogni persona ricopre nel raggiungimento del successo comune.

Perché Protec Faces?

  • Perché ogni persona è preziosa: in Protec Surface Technologies crediamo che le capacità e la dedizione di ogni individuo siano elementi essenziali per la crescita e l’innovazione.
  • Perché la condivisione ispira: conoscere le storie dei nostri colleghi ci permette di fare squadra, di condividere hobby e di imparare gli uni dagli altri.
  • Perché il successo è un gioco di squadra: dietro ogni prodotto eccellente c’è un team di persone eccezionali che lavorano insieme con grande passione e competenza.

Insomma, Protec Faces non è solo una rubrica, è un modo per celebrare il talento che rende Protec Surface Technologies un’azienda unica.

Michelangelo Vailardi: una mente tecnica con un’anima umanistica

Michelangelo Vailardi

Il 17 dicembre 1996, in un paese affacciato sul Lago di Garda, nasce Michelangelo Vailardi. È un bambino solare, empatico, curioso: qualità che lo accompagnano ancora oggi, sia nella vita privata che sul lavoro. Cresce tra libri di scuola, campi e Grest estivi e un forte impegno nelle attività della parrocchia. Un contesto che lo aiuta a sviluppare sin da subito un profondo senso di appartenenza e disponibilità verso gli altri. Fin da giovane si divide tra due grandi passioni: da una parte la meccanica, con la sua concretezza e logica; dall’altra l’interesse per le persone, i loro comportamenti, il desiderio di capire cosa le muove. Due mondi apparentemente lontani, ma che in lui coesistono con naturalezza. Quando arriva in terza media e si avvicina il momento della scelta delle scuole superiori, è il richiamo della meccanica a prevalere: sceglie l’ITIS, desideroso di dare concretezza ai suoi interessi. I primi anni non sono semplici, ma con impegno e costanza trova il suo passo. Rafforza le sue competenze, stringe legami duraturi e costruisce una solida autostima.

Dallo studio al lavoro

Dopo il diploma, sceglie Ingegneria Biomeccanica a Brescia, spinto da un forte interesse per il mondo delle protesi e dalla voglia di applicare la meccanica a un ambito medico. È un percorso tosto, ma stimolante. Nei fine settimana intanto lavora in un supermercato per mantenersi, e questo gli insegna presto il valore del tempo e della fatica. Ma non si ferma qui. Per anni, infatti, dà anche ripetizioni private, aiutando studenti di ogni età con un approccio paziente e chiaro.

Nel mezzo arriva la Pandemia con tutte le sue incertezze. Ma Michelangelo tiene duro. Porta avanti la magistrale, forte di una rete di affetti che lo sostiene. Non è uno che si lamenta troppo, è uno che si rimbocca le maniche.

Michelangelo Vailardi

L’ingresso in Protec ST

Quando arriva in Protec ST per uno stage, Michelangelo si fa notare subito. Non solo per la sua preparazione tecnica, ma anche per la sua attitudine: è curioso, disponibile, aperto al confronto. Dimostra da subito capacità organizzative, spirito proattivo e una visione orientata alla soluzione. In un’azienda come Protec ST, dove contano tanto la competenza quanto la collaborazione, trova il terreno perfetto per esprimersi.

Dopo un primo periodo in laboratorio come processista, si sposta nell’area tecnica come responsabile commesse. Ciò che apprezza di più di questo ruolo è la possibilità di riavvicinarsi al lato operativo e meccanico dei progetti, quella dimensione tangibile che aveva imparato ad amare già ai tempi dell’ITIS.

Mi piace l’idea di avere sempre una visione generale del progetto e fare del mio meglio per risolvere un problema, trovare la soluzione giusta per il cliente e per l’azienda,” ci racconta.

In Protec ST, il collega trova non solo un contesto stimolante, ma anche colleghi con cui entrare subito in sintonia. Molti sono giovani come lui, e tra una riunione e l’altra, nascono amicizie, si condividono idee e si costruisce un clima di fiducia reciproca.

Non è un dettaglio secondario: lavorare in un ambiente sereno fa la differenza.

Oltre al lavoro: il suo equilibrio personale

Fuori dall’azienda, Michelangelo coltiva una quotidianità coerente con il suo carattere equilibrato. Ama tenersi attivo: gioca a pallavolo, a tennis, ha di recente iniziato pilates con la sua compagna (conosciuta ai tempi delle superiori) e con cui da poco convive.  Parallelamente, continua il suo impegno in contesti educativi e comunitari.

Accanto alla sua dinamicità, il collega, però, sa anche prendersi spazi per sé:

Se c’è un’urgenza la affronto, ma so anche godermi i momenti di tranquillità, che sono fondamentali per ricaricare le energie.”

Uno sguardo avanti, con i piedi ben piantati a terra

Michelangelo non ama fare grandi proclami sul futuro, ma sa bene cosa conta per lui: continuare a crescere, restare aperto al cambiamento, migliorarsi ogni giorno. È consapevole che il percorso professionale è fatto anche di incognite, ma affronta ogni passo con quella combinazione di curiosità e determinazione che lo contraddistingue.

Grazie Michelangelo per aver condiviso con noi la tua storia!

Chi sarà il prossimo o la prossima protagonista della nostra rubrica “Protec Faces”?

Stay tuned per scoprirlo, e ricorda che dietro ogni grande azienda c’è sempre una grande persona