La passione che guida il progresso: intervista a Francesca Marchetti

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In un contesto tecnologico come il nostro, è importante ricordare che sono le persone, con la loro dedizione e passione, a guidare ogni progresso e innovazione aziendale.


Protec Surface Technologies non si accontenta di eccellere nella produzione, ma ambisce a creare un ambiente di lavoro unico, dove ogni individuo si senta parte di un gruppo vincente e sia valorizzato per il proprio contributo.


Con questo obiettivo nasce Protec Faces, una rubrica dedicata alle storie dei nostri collaboratori. Attraverso le loro esperienze e il loro entusiasmo, vogliamo dare voce all’anima pulsante della nostra azienda e sottolineare il ruolo fondamentale che ogni persona ricopre nel raggiungimento del successo comune.


Perché Protec Faces?

  • Perché ogni persona è preziosa: in Protec Surface Technologies crediamo che le capacità e la dedizione di ogni individuo siano elementi essenziali per la crescita e l’innovazione;
  • perché la condivisione ispira: conoscere le storie dei nostri colleghi ci permette di fare squadra, di condividere hobby e di imparare gli uni dagli altri;
  • perché il successo è un gioco di squadra: dietro ogni prodotto eccellente c’è un team di persone eccezionali che lavorano insieme con grande passione e competenza.

Insomma, Protec Faces non è solo una rubrica, è un modo per celebrare il talento che rende Protec Surface Technologies un’azienda unica.

L’incontro con Francesca Marchetti, la nostra Process Engineer

Ci troviamo nella cosiddetta sala caminetto di Protec Surface Technologies, solitamente riservata a riunioni formali. È estate, il camino è spento, ma l’atmosfera della stanza risulta comunque intima e accogliente, riflettendo esattamente l’identità aziendale. È il luogo perfetto per avere una chiacchierata come quella che sta per iniziare.


Qui infatti incontriamo Francesca Marchetti, la nostra giovane e talentuosa Process Engineer. Inizialmente, un velo di timidezza aleggia nell’aria. Ma ben presto, tra un sorriso complice e la consapevolezza di avere totale liberà di espressione, il ghiaccio si rompe e la conversazione prende vita, scorrendo in maniera fluida e coinvolgente.


Francesca, con il suo contagioso interesse per la scienza, ci guida in un viaggio all’interno del suo lavoro. Ci racconta dei progetti innovativi, delle sfide entusiasmanti con i clienti, e della soddisfazione di dare il proprio contributo alla ricerca aziendale.


Mentre la ascoltiamo, ci rendiamo conto che la collega è la dimostrazione vivente che la scienza non è solo un insieme di formule e teorie complesse, ma anche un’avventura che apre le porte a nuove scoperte e a una migliore comprensione del mondo che ci circonda.


La nostra conversazione prosegue per molto, spaziando da argomenti scientifici a riflessioni personali. Quando arriva il momento di salutarci, non possiamo fare a meno di sentirci arricchiti da questo incontro.

Speriamo che questo possa accadere anche a te, una volta finito l’articolo.


Buona lettura!

L’inizio del viaggio

Francesca Marchetti, classe 1990, è originaria di un piccolo paesino della Val di Non, in Trentino.

Fin da giovane, nutre un profondo interesse per le materie scientifiche, affascinata dal funzionamento del mondo e delle cose. Questo la porta a intraprendere un percorso formativo rigorosamente a stampo scientifico: dopo il liceo scientifico, infatti, si laurea in fisica, completando poi un dottorato di ricerca. Questo le permette di approcciarsi al mondo dei film sottili (con tecnologie sputtering e atomic layer deposition).

La sua carriera accademica la porta a collaborare con il prestigioso Centro di Ricerca Fondazione Bruno Kessler di Trento, dove può applicare la passione per la scienza in modo pratico, lavorando nel dipartimento di deposizione con plasmi.


Nel maggio del 2020 completa il suo dottorato, e a novembre dello stesso anno inizia a lavorare in Protec Surface Technologies come Ingegnere di Processo.


“Non conoscevo molto del mondo industriale bresciano,” ammette Francesca, “ma ho trovato Protec ST grazie a un annuncio di lavoro che mi era sembrato particolarmente interessante, e da lì è iniziata la mia avventura lavorativa.”

L’ingresso in Protec ST

La collega si accorge ben presto che la realtà aziendale è significativamente diversa rispetto a quella del mondo accademico. Come è normale che sia, in azienda la ricerca e l’innovazione devono coniugarsi con le esigenze di mercato.


“Mi piace il fatto che non sia un lavoro statico,” dice Francesca con veemenza. “Si spazia dalla ricerca all’organizzazione, e c’è una forte interazione con i clienti. È un ambiente dinamico e stimolante.


Il rapporto con i clienti è un aspetto che eredita dal suo passato. Sua madre, infatti, aveva un piccolo negozio di alimentari in paese, dove Francesca impara fin da piccola ad avere un approccio empatico e professionale. Queste soft skill l’aiutano attualmente a costruire solidi rapporti di fiducia con i clienti di Protec ST.


“La sfida è rassicurare il cliente, fargli sentire che è in buone mani,” ci spiega. “È importante renderlo partecipe del processo e spiegare le diverse opzioni per risolvere un problema, senza mai riversare addosso le difficoltà.”


Francesca non solo si occupa della ricerca e dello sviluppo dei progetti, ma è anche coinvolta nell’installazione degli impianti o, meglio, nella formazione al cliente sul funzionamento di quest’ultimi. La dualità del suo ruolo le permette di mettere in pratica le sue competenze scientifiche e di affinare le capacità organizzative e di problem-solving.


“Ogni progetto è una sfida nuova e diversa, e mi piace imparare continuamente. Nessun cliente è uguale all’altro, e questo rende il lavoro sempre interessante.”


Appurato che il suo è un lavoro soddisfacente ma anche complesso, siamo curiosi di capire come si riesca a navigare efficientemente in un mare caratterizzato da questo mix di sfida e imprevedibilità.


Francesca è ben contenta di condividere con noi le sue strategie personali per mantenere il controllo e una certa serenità: “Quando mi sento sopraffatta, mi fermo cinque minuti, respiro profondamente e faccio mente locale. Scrivo tutto ciò che devo fare per avere una visione chiara delle priorità. Questo mi aiuta a mantenere la calma e a organizzare il lavoro in modo efficiente”.


Un’altra cosa che fa sicuramente la differenza, ci confida, è il team di lavoro: il laboratorio di Protec Surface Technologies è formato da un gruppo affiatato e collaborativo. Francesca descrive i suoi colleghi come un pilastro fondamentale: “C’è sempre qualcuno su cui poter contare, e questo crea un ambiente di lavoro positivo e produttivo. Il rapporto con i colleghi è indispensabile per affrontare le sfide quotidiane e raggiungere gli obiettivi comuni”.

Francesca oltre il laboratorio: tra hobby e futuro

Chi è Francesca fuori dal lavoro? Come le piace passare il tempo libero? Con il tatto riservato a chi non si conosce in maniera così intima, le chiediamo in punta di piedi di raccontarci qualcosa di lei, legato alla sua vita privata.


Ci racconta che, quando non è impegnata in progetti fai da te col marito, ama rilassarsi in cucina, preparando soprattutto dolci.


“Quando cucino, la mia mente è completamente impegnata nel processo, il che mi permette di rilassarmi e staccare dai problemi quotidiani. La pasticceria non è solo estro e creatività, ma è anche una scienza esatta: bisogna rimanere concentrati per non rischiare di perdere qualche passaggio fondamentale.”


E per quanto riguarda il futuro?


Attualmente, la nostra fisica si sta godendo il presente e i traguardi raggiunti. Ha un dottorato, un lavoro che le piace in un ambiente positivo, e un matrimonio felice. Si sente realizzata sia a livello personale che professionale. Ha sicuramente progetti futuri, ma preferisce non entrare troppo nel dettaglio, per non sminuire ciò che sta vivendo ora. Vuole continuare a crescere e migliorarsi certo, ma senza perdere di vista l’importanza di apprezzare il momento presente.

Qualche consiglio prima di salutarci

Arrivati alla fine della chiacchierata, chiediamo a Francesca se ha qualche messaggio che le farebbe piacerebbe far arrivare ai giovani e alle giovani che si approcciano al mondo STEM (science, technology, engineering and mathematics).


Ecco i suoi due suggerimenti:

  • non demordere: se hai chiaro un obiettivo, non lasciarti scoraggiare dalle difficoltà. La realtà può presentare ostacoli che sembrano insormontabili, ma per quasi tutto c’è una soluzione. Stringi i denti e vai avanti, un passo alla volta;
  • competenza e fiducia: è importante essere preparati e competenti. Quando dimostri di sapere quello che fai, guadagni rispetto, indipendentemente da chi sei. Non lasciarti abbattere dalle battutine o dai pregiudizi. Vai avanti per la tua strada e dimostra con i fatti le tue competenze. Se c’è qualcuno che ti sottovaluta, si ricrederà!

Grazie Francesca, per aver condiviso con noi la tua storia. Sei un esempio di come talento, passione e dedizione possano fare la differenza e noi siamo orgogliosi di averti nella nostra squadra.


Stay tuned per scoprire le prossime “Protec Faces”, e ricorda che dietro ogni grande azienda c’è sempre una grande persona!

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