In loving memory

In ricordo di Gerardo Coletta

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Il bianco del foglio vuoto oggi è quasi accecante. Restiamo a fissarlo a lungo, persi nei nostri pensieri. È difficile trovare le parole giuste da dedicare a una persona che non può più leggerle. Ma eccoci qui…

Gerardo Coletta non c’è più. Quel giorno eravamo tutti immersi nella routine di sempre: i buongiorno scambiati quasi distrattamente, il caffè mattutino, il primo sguardo alla casella di posta. Poi, un attimo dopo, senza alcun preavviso, lui non c’era più. Questa è la cruda, nuda realtà. Una verità che non si può addolcire e che va accettata proprio così.

Abbiamo scelto di prenderci un po’ di tempo. Per metabolizzare, per provare a elaborare questa perdita, per riuscire a scrivere oggi un ricordo più dignitoso e rispettoso.

Gerardo era una persona pragmatica. Sapeva bene, come tutti noi, che la vita ha un inizio e una fine. Ma sapere che è naturale non rende meno doloroso perdere così presto, a soli 55 anni, un collega con cui condividevamo le giornate. Ancora una volta ci troviamo davanti a una verità difficile, ovvero che la morte non risparmia nessuno, a prescindere dall’età.

Dino, come lo chiamavamo tutti, era un collega abbastanza riservato, estremamente competente e preparato. Aveva una cultura che andava ben oltre il suo campo tecnico. Possedeva uno spiccato senso dell’umorismo che, ogni tanto, emergeva anche nelle riunioni più serie, quasi a voler alleggerire l’atmosfera.

Ognuno di noi ha conosciuto un suo lato diverso, a seconda della confidenza e del percorso condiviso. Ma forse su una cosa possiamo concordare tutti: Dino affrontava i problemi giornalieri con estrema calma e con un approccio positivo. Riusciva sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Il collega Giovanni racconta che quando arrivò in Protec Surface Technologies, ormai più di vent’anni fa, Gerardo era già qui. Lo ricorda come un giovane ingegnere completamente immerso nel suo lavoro, intento a operare all’interno di una macchina, di lui si vedeva poco, si sentiva soprattutto la voce arrivare da dentro l’impianto. È un’immagine che lo descrive bene. Gerardo è sempre stato così: concreto, concentrato, presente.

A lui dobbiamo gratitudine. Per i giorni trascorsi insieme, per il contributo dato a questa azienda, per la serietà con cui ha affrontato ogni responsabilità. Molti di noi hanno imparato dal suo modo di lavorare.

Il vuoto che lascia è reale e siamo consapevoli che ci accompagnerà a lungo. Ma, forse proprio come avrebbe fatto lui, continueremo ad andare avanti con tenacia, con senso del dovere, con quella concretezza che lo ha sempre contraddistinto

Dopotutto, l’unica cosa che possiamo fare è vivere ogni giorno con pienezza, come se fosse l’ultimo. Può sembrare una frase fatta, ma in momenti come questo smette di esserlo e diventa, semplicemente, necessaria.

A Federica e a tutta la sua famiglia, va il nostro pensiero. Non esistono parole che possano riempire un’assenza così grande, ma speriamo possano sentire quanto Gerardo sia stato stimato, apprezzato e voluto bene anche qui, tra queste mura.